Questa figura viene riconosciuta dal Ministero della Salute e individuata nell’art.1 del D.Lgs 8 ottobre 1998 n. 520 in un “operatore sociale e sanitario che, in possesso di diploma universitario abilitante, attua progetti educativi e riabilitativi nell’ambito di un progetto terapeutico elaborato da un’equipe multidisciplinare, volti a uno sviluppo equilibrato della personalità con obiettivi educativo/relazionali in un contesto di partecipazione e recupero alla vita quotidiana; cura il positivo inserimento o reinserimento psicosociale dei soggetti in difficoltà.

Un educatore è un uomo che rende facili le cose difficili.

Ralph Waldo Emerson

In queste parole di R. Emerson, poeta, scrittore e filosofo statunitense, è racchiusa l’essenza di questa figura che, quasi per vocazione, impegna la sua vita professionale al fine di aiutare gli altri a costruire la loro identità e a raggiungere una piena realizzazione del loro “Sé”.

L’educatore professionale:
A) programma, gestisce e verifica interventi educativi mirati al recupero e allo sviluppo delle potenzialità dei soggetti in difficoltà per il raggiungimento di livelli sempre più avanzati di autonomia.
B) contribuisce a promuovere e organizzare strutture e risorse sociali e sanitarie, al fine di realizzare il progetto educativo integrato
C) programma, organizza, gestisce e verifica le proprie attività professionali all’interno di servizi sociosanitari, strutture sociosanitari e riabilitative e socio educative, in modo coordinato e integrato con altre figure professionali presenti nelle strutture, con il coinvolgimento diretto dei soggetti interessati e/o delle loro famiglie, dei gruppi, della collettività;
D) opera sulle famiglie e sul contesto sociale dei pazienti, allo scopo di favorire il reinserimento nella comunità;
E) partecipa ad attività di studio, ricerca e documentazione finalizzate agli scopi sopra elencati;


L’educatore professionale contribuisce alla formazione degli studenti e del personale di supporto, concorre direttamente all’aggiornamento relativo al proprio profilo professionale e all’educazione alla salute.
Svolge la sua attività professionale, nell’ambito delle proprie competenze, in strutture e servizi sociosanitari e socioeducativi pubblici o privati, sul territorio, nelle strutture residenziali e semiresidenziali in regime di dipendenza o libero professionale.

La formazione dell’educatore professionale avviene, per settori, in due corsi di laurea:

Presso il Dipartimento di Scienze Umane
-Corso di Laurea triennale:
L-19 Classe delle Lauree in Scienze dell’Educazione e della Formazione (Educatore professionale socio-pedagogico o Educatore sociale);
-Corsi di Laurea Magistrale:
LM 50 (Classe delle Lauree Magistrali in Programmazione e Gestione dei Servizi Educativi);
LM 57 (Classe delle Lauree Magistrali in Scienze dell’Educazione degli Adulti e della Formazione Continua);
LM 85 (Scienze Pedagogiche);
LM 93 (Classe delle Lauree Magistrali in Teorie e Metodologie dell’E-learning e della Media Education)
Presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia
-Corso di Laurea triennale:
SNT/02 Classe delle Lauree in Professioni Sanitarie della Riabilitazione(educatore sanitario)
-Corsi di Laurea Magistrale:
SNT/02 Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie.

L’educatore professionale interviene in svariati servizi sanitari (servizi per la salute mentale, servizi dedicati a disabili, a persone con problemi di dipendenza, etc..) e socio-assistenziali (case-famiglia per minori, carceri minorili, servizi per l’integrazione interculturale, servizi per gli anziani, etc..) e nelle strutture educative prescolastiche, scolastiche  ed extrascolastiche.

Da qualche mese è stata presentata in Parlamento una proposta di legge dall’On. Vanna Iori, già approvata dalla Camera, che definisce il percorso di studi, gli ambiti d’intervento e gli sbocchi occupazionali dell’educatore professionale e del Pedagogista, tenendo come filo conduttore gli standard europei dell’EQF (Quadro Europeo delle Competenze) per far sì che il titolo dei laureati in Scienze dell’Educazione e della Formazione sia riconosciuto valido in tutta Europa. Inoltre la suddetta proposta sottolinea che il prerequisito fondamentale deve essere il titolo di studio: non basterà più un anonimo corso di qualche ora per potersi definire educatore, ma sarà necessaria la laurea triennale. Questo aumenterà certamente la qualità dei servizi grazie alle competenze degli operatori e, grazie al pieno riconoscimento del titolo, quasi certamente migliorerà anche la qualità della vita degli stessi operatori che saranno retribuiti in maniera più consona agli sforzi fatti per ottenere la laurea, triennale o magistrale, ed eventuali corsi di perfezionamento e master.

A cura di
Federica Pede – Laureanda in Scienze dell’Educazione e della Formazione